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Già in tempi antichi l'uomo ha sentito la necessità di ripararsi dai raggi troppo violenti del sole. Un particolare uso era il velarium, adoperato in particolare negli anfiteatri: era una copertura mobile in tessuto composta da più teli (o veli) in canapa.

In campo edilizio, a partire dagli anni 2000, la normativa europea, individua tra le funzioni che vengono richieste alle tende da sole, oltre a quella di ombreggiare gli ambienti, anche quella di contribuire alla diminuzione dei consumi energetici dell'edificio, in quanto se ben utilizzate possono esse ridurre la necessità di usare il condizionatore in estate.

Per la creazione delle tende da sole è importante che il tessuto adoperato abbia caratteristiche di resistenza alla scoloritura. I raggi ultravioletti hanno il potere di sbiadire i normali coloranti usati nella tecnologia tessile.

Tra i materiali, oltre alle fibre naturali, come il cotone telato si sono poi affermate le fibre poliesteri, quelle acriliche, materiali compositi quali fibre in poliestere ad alta resistenza rivestite in PVC e tessuti microforati.

La scelta del tipo di tende da sole per gli occupanti di un condominio è in genere sottoposta a vincoli normativi.

La legge italiana prevede ad esempio che i regolamenti condominiali non possano impedire di installare le tende da sole fissandole al balcone del piano superiore, a patto che la tipologia di tenda scelta sia conforme a quella approvata dall'assemblea di condominio.

 

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